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Il comune di Cavaglietto appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Dalle Origini al '500
I numerosi ritrovamenti archeologici e le lapidi ritrovate nel territorio tra Agogna e colline documentano la presenza di antichi insediamenti in epoca romana.
Presso il castello, poi monastero cluniacense, (oggi cascina Monastero), sorse presumibilmente l'abitato di "Cavalium medianum", abbandonato alla fine del XII secolo. L'interesse economico del monastero da quel momento si spostò su Cavaglietto ("Villa nova Cavalii Inferioris"), dove acquistò gran parte del territorio.
La preminenza della chiesa di San Pietro è ancora testimoniata in epoca moderna dalla processione, con croce e stendardo, che le ocmunità di Cavaglio e Cavaglietto effettuavano nel giorno della festa del Santo al monastero, dove veniva distribuito un piccolo pane benedetto.
La chiesa Parrocchiale di San Vittore di Cavaglio Inferiore, come era allora denominato Cavaglietto, è invece documentata nel XII secolo.


L'età barocca: il '600 e il '700
Le guerre che funestarono la prima metà del seicento colpirono anche Cavaglietto: nel 1636, in occasione dell'assedio del castello di Fontaneto, ed ancora nel 1645 vi furono violenze e saccheggi da parte di soldati francesi.
Il parroco fu costretto a consegnare il necessario per la celebrazione della messa ad un frate francescano al seguito delle truppe, ma riuscì almeno a salvare gli altri arredi ritirati nella sagrestia.
Nonostante questi avvenimenti ed il perdurare delle epidemie di peste, come quella del 1630 - 1631, la comunità di Cavaglietto crebbe e nel 1649 si dotò di propri "Statuti", cioè di un complesso di norme e disposizioni, da osservarsi in perpetuo, che regolavano la vita civile del borgo.
Dodici consiglieri eletti dall'assemblea dei capi famiglia governavano il paese per un triennio, nominando due consoli, che rimanevano in carica sei mesi, ai quali era demandata l'amministrazione ordinaria.
Nei primi decenni del secolo la comunità riuscì ad acquistare dai Tornielli il mulino detto "delle Giare", azionato dall'acqua defluente dalla roggia del mulino Marco, ma lo rivendette nel 1727 al conte Giorgio Castellani.
Un momento di intensa partecipazione civile e religiosa fu l'arrivo a Cavaglietto del corpo di Santa Aurelia verificatosi nel 1651, con un solenne trasporto seguito da una folla di devoti provenienti anche dai paesi vicini.


L'800 e il '900
Nel 1798, dopo l'arrivo delle truppe francesi, il Comune di Cavaglietto fu aggregato a quello di Fontaneto e un albero della libertà fu eretto nella piazza davanti alla chiesa. Dopo pochi mesi le armate austro - russe ristabilirono l'antico ordinamento. I francesi, al comando di Napoleone Bonaparte, scesero nuovamente in Italia e Cavaglietto entrò a far parte del Dipartimento dell'Agogna.
Una nuova soppressione nel 1811 unì Cavaglietto a Barengo ma con la Restaurazione fu stabilita una autonoma amministrazione comunale.
Una lunga vertenza vide contrapporsi gli abitanti del borgo al conte Francesco Arese-Lucini per la mancanza d'acqua al mulino "delle Giare", che cagionava gravi problemi alla comunità. Si concluse nel 1883 a favore di Cavaglietto, ma il mulino fu abbandonato a favore di quello detto "della Torretta".
La seconda metà dell'ottocento vide protagonista monsignor Luigi Maggiotti ed il fratello Vittore, che fu per molti anni sindaco del borgo.
Al prelato si devono le più importanti opere a favore della comunità: i restauri alle chiese, la realizzazione dell'Asilo Infantile, il miglioramento delle vie interne, la cappella del cimitero, ecc.
A lui si devono anche le celebrazioni delle feste religiose con particolare solennità. tra cui quella di San Luigi Gonzaga, suo patrono, e quella del centenario del Crocifisso nel 1845, rallegrata da fuochi pirotecnici, accesi da una "colomba" che era partita dal balcone di casa Maggiotti.


Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le terre bagnate dall'Agogna - Volume 27"
Provincia di Novara 2005